[ Diritto allo studio
]
11 Marzo, 2008 10:04
Diritto allo studio, tutto deve rimanere dentro al palazzo.
Da qualche mese stiamo assistendo, si fa per dire visto che nessuno apre bocca, a un ulteriore attacco al diritto allo studio universitario.
Tutti quanti siamo consapevoli dell’ insufficienza dei servizi erogati dall’attuale azienda regionale e dell’inadeguatezza dei parametri per dare a studenti, economicamente svantaggiati, la possibilità di fare il loro percorso di studi. È noto che unito a questo si introducano assurdi criteri meritocratici, creando un emblematico parallelo fra produttività/produzione mercificazione dell’istruzione (sistema dei crediti) mercificazione degli individui (ovvero come ognuno di noi è considerato sul mercato del lavoro). Questo tipo di impostazione è ovviamente comprensibile solo se si da un occhio a quali dinamiche guidano i cambiamenti nelle modalità di erogazione dei servizi, quindi anche quelli erogati dalle università, da almeno un decennio. Nasce pertanto la necessità di trasformazione dei sistemi didattici, dalle scuole superiori alle università, per adeguarli alle nuove esigenze del mercato del lavoro.
Queste decisioni come l’attuale accentramento si propongono il nobile obiettivo di razionalizzazione dei costi e di migliorare l’utilizzo delle risorse. Per quale motivo se tali scelte sono tanto razionali rimangono fra i corridoi dei palazzi?
Come può essere razionale e positivo per il soddisfacimento delle esigenze degli studenti un accentramento che implica un peggioramento nella gestione (in quanto centralizzata) del servizio stesso ed inoltre denota una chiara tendenza a eliminare qualsiasi diversificazione necessaria per rispondere alle specificità territoriali, fino a poter comportare l’unificazione dei parametri creando difatto disservizi?
Ma quello che è più interessante, come possono lor signori paventare risparmi di cifre come 400.000 euro, senza tagliare risorse da destinare ai servizi, se i costi dei vari consigli d’amministrazione e degli altri organi decentrati sono veramente esigui comparati a tale cifra? (Continua)
[ Diritto allo studio
]
28 Febbraio, 2008 13:55
Intervento di presentazione del progetto LIBREREMO
C’è una situazione esasperante
che vede precarietà nel mondo del lavoro, compressione del potere d’acquisto
dei salari e aumento del costo della vita.
Il popolo della quarta settimana
si è trasformato nel popolo della terza settimana, quando va bene.
Gli studenti soprattutto in
questa città sono una parte fondamentale su cui si può misurare il livello di
arretratezza delle misure di tutela sociale.
Come studenti, si è costretti a
subire un doppio sfruttamento, da una parte una vera e propria spremitura
finanziaria sia per noi che per le nostre famiglie, dall’altra ognuno è
costretto a svendersi sul mercato del lavoro, un mercato che offre precarietà e
annullamento dei più basilari diritti, più che sindacali, umani.
L’effetto prodotto da 50.000
studenti (in una città di 90.000 persone) che si riversano sul mercato del
lavoro senza riuscire a richiedere e ottenere le giuste garanzie e i diritti
sacrosanti, sono devastanti, un esercito di riserva che per disperazione è
pronto a qualsiasi mansione anche se con capacità professionali alte. (Continua)
[ Diritto allo studio
]
28 Febbraio, 2008 13:53
La scure del profitto taglia i nostri diritti…
Come ogni scelta relativa all’istruzione, ancora senza la
partecipazione degli studenti il 27 Dicembre scorso è stato approvato il
disegno di legge regionale relativo all’accorpamento delle tre aziende regionali
del D.S.U. (Diritto allo Studio Universitario) in
una sola sede.
Chiara è la volontà di risolvere la questione ai vertici. Il
Consiglio Regionale dovrà formalizzare tale decisione entro il 31 marzo.
Questo atto non si giustifica con la necessità di “razionalizzare” i costi di gestione della
struttura, come si vuol far credere, ma di fatto mira ancora una volta alla
riduzione dei servizi e all’aumento delle
difficoltà nell’accesso degli studenti al diritto allo studio.
Tale progetto avrà gravi ricadute sui lavoratori che, ogni
giorno, ne garantiscono lo svolgimento.
Accentrare vuol dire uniformare i parametri, quindi
aumentare i costi delle mense e degli alloggi con gravissime conseguenze sul
mercato degli affitti che già taglia le gambe a noi studenti.
Basta con le decisioni
prese ai vertici, dai vertici e funzionali agli interessi dei vertici.
Riappropriamoci del nostro
diritto di decidere sul nostro futuro e sui nostri problemi…
SU DI NOI DECIDIAMO SOLO
NOI…