Collettivo Aula R


[ Iniziative ] 30 Gennaio, 2008 12:22
La realizzazione di iniziative politiche & culturali gestite dagli studenti è diventata pressoché impossibile.
 
Gli spazi universitari (pubblici) vengono concessi generalmente solo a quelle liste o gruppi studenteschi che hanno rappresentanti in Senato Accademico & secondo vaghi ed assurdi criteri discrezionali ad  associazioni riconosciute dall'Ateneo. Inoltre, per riuscire ad ottenere un ipotetico spazio, concesso inspiegabilmente solo un giorno alla settimana, agli studenti viene chiesto di assoldare una guardia giurata.

 

Se fino ad ora tutto ciò non era stato ancora formalizzato da regole effettive, tutto questo sarà reso ufficiale da una commissione creata ad hoc dal Senato Accademico.

A Scienze Politiche la situazione è ancora più paradossale, dall'inizio dell'anno non c è stata più alcuna possibilità di usufruire dell’apertura serale per fare iniziative culturali, cineforum & dibattiti.

Queste politiche di chiusura negano i bisogni degli studenti veri protagonisti dell'università.

Noi siamo convinti che le iniziative portate avanti dai vari collettivi o associazioni arricchiscono sia culturalmente che socialmente l’offerta formativa spesso carente di stimoli e impostata su un apprendimento nozionistico che rende gli studenti poco partecipi allo sviluppo culturale.

E' necessario pertanto rilanciare dei percorsi di lotta che mirino alla riappropriazione dal basso della  nostra università
[ Precarietà ] 28 Gennaio, 2008 14:18

L’Assemblea del personale tecnico amministrativo dell’Università di Pisa, riunitasi in data 27 novembre 2007, in concomitanza con il C.d.A., dopo una attenta lettura e valutazione della bozza del bilancio preventivo 2008 (fra l’altro consegnata la sera prima alle OO.SS.) (Continua)

[ Precarietà ] 28 Gennaio, 2008 14:13

L’università non è soltanto un’istituzione culturale o un’istituzione formativa, essendo un grosso ente riesce a dare molti posti di lavoro e soprattutto sul territorio pisano questo incide sulla qualità della vita delle molte persone che lavorano per e nell’università.

Le forme di somministrazione di lavoro di questa emerita istituzione culturale hanno quindi grosse ricadute sul mercato del lavoro locale, per questo ci sembra necessario dover individuare le responsabilità che l’Ateneo ha rispetto hai processi di precarizzazione delle varie forme di lavoro.

La ricerca, la didattica e i servizi, più o meno avanzati, si reggono su un sistema di lavoro sottopagato, precario e senza diritti, diventando modello per gran parte dei settori dell’ economia locale.

Questo modello ad alta intensità di precarizzazione del lavoro è imposto tramite procedure d’acquisizione di lavoro esterno, per mezzo di contratti atipici o a tempo determinato o, attraverso i lavoratori dati in affitto dalle agenzie interinali.

Altra pratica diffusa è l’esternalizzazione dei servizi, i quali così sono gestiti da privati (cooperative o aziende d’altro tipo) facendo ricadere sul lavoratore una duplice subordinazione; l’una legata alla sua figura di dipendente a tempo dell’azienda, l’altra alla dipendenza dall’ente appaltante.

La logica per la quale gli appalti pubblici sono concessi a quelle ditte (ma soprattutto cooperative) che rispettano come unico standard la riduzione dei costi, porta inevitabilmente alla compressione della qualità del servizio e ad uno stritolamento delle garanzie per i lavoratori, i quali sono costretti ad attendere mesi prima di ricevere i loro stipendi e vedono i diritti naufragare senza rimedio.

I precari nell’università sono più della metà dei lavoratori e si dividono in tre grandi settori: (Continua)

[ Iniziative ] 27 Gennaio, 2008 14:03

Durante i giorni 31 novembre 1 e 2 dicembre 2007 si è svolta nei locali del Polo Didattico Carmignani dell’ateneo pisano una tre giorni di dibattiti e riflessioni relative a Diritto allo Studio Universitario, Didattica e università e precariato.

In estrema sintesi possiamo affermare che l’assemblea ha concordato sui seguenti punti: (Continua)